





Metaformismo Action e il cinema di Giorgio Amato
L’arte non-igurativa diventa scenografia
Giorgio Amato ha scelto di inglobare nel set di due suoi film alcune opere dei 7 maestri del Metaformismo Action© non nello spirito di un semplice interior design ma per integrare l’azione cinematografica con i significati pregnanti delle opere stesse. La piattaforma artistica citata, infatti, è una realtà che va controcorrente, scalzando la conoscenza che si è sempre avuta dell’arte non-figurativa, considerata da sempre «astratta» a torto o a ragione. La narrativa del regista romano segue le parti di chi accende l’occhio critico per penetrare nei vizi nascosti del perbenismo politico. L’evidente chimica sottesa all’una e all’altra posizione teoretica ha consentito una collaborazione che si sta rivelando un pieno successo. Segue la locandina del film Il Ministro del 2016.




Nel nuovo film Election Day che uscirà nelle sale cinematografiche nel 2026 - con Angela Finocchiaro, Giorgio Tirabassi e Antonio Gerardi - la Piattaforma filosofica Action© presta nuovamente la sua estetica alla narrazione cinematografica con le opere dei 7 maestri al fine di esaltare l’intera scenografia non solo con la propria alta qualità, ma anche con i propri profondi contenuti. In questo ultimo film è particolarmente evidente l’affinità del percorso intellettuale dei 7 maestri con lo sviluppo del racconto filmico, dove entrambi - persone e cose - condividono verità e necessità di smantellamento dei castelli in aria. Segue la locandina del film Election Day del 2026.
Grazie all’amichevole disponibilità della Fondazione Giulia Sillato 7 tra i migliori maestri del Contemporaneo Italiano hanno fatto pervenire sul set di Election Day le loro opere, alcune vere e proprie installazioni che hanno riempito di sé tutto l’ambiente in cui sono state esposte, diventando così parte integrante della estrosa narrazione cinematografica. Le installazioni offrono un linguaggio visivo che si sposa perfettamente con il canovaccio del film attraverso una polemica di contrasto e di denuncia, esattamente come fa il Metaformismo© che invita il pubblico ad abbandonare pregiudizi e vecchi approcci per riuscire a leggere le forme di un’opera non-figurativa. Viene quindi confermata ancora una volta l’alta percentuale di connessione tra Arte e Cinema… ovviamente solo a specifici livelli di espressione e qualità.
• Genere: Commedia drammatica
• Regia: Giorgio Amato
• Cast: Angela Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Antonio Gerardi, Giulia Gualano
• Trama: L’onorevole Renata Innocenti compete per ricoprire l’incarico di Ministro della Pubblica Istruzione. La sera dello spoglio delle schede elettorali, la deputata e il suo team si riuniscono nella sua villa in attesa dei risultati. Fintanto che Renata è concentrata sul probabile esito finale, accade l’inimmaginabile: il suo compagno, il giornalista sportivo Carlo De Santis, litiga con un calciatore di origine africana e gli rivolge un insulto razzista. E come se non bastasse, salta fuori che la figlia ha una relazione con un attore porno. In poche ore queste vicende si trasformano in scandali che diventano virali sul web, mentre la sua vita pubblica e privata va a rotoli.
• Ruolo del Metaformismo©: In questo film le installazioni dei 7 maestri della Piattaforma Action sono convenute sul set a condividere la propria innovativa espressività - intesa a rigenerare la tradizione artistica - con la criticità del tema affrontato che scardina i luoghi più comuni per trivellare vite umane in debito con il destino. Forme e colori brillanti invadono l’ambiente con il piacere e la gioia di una vita vissuta nel vero amore per l’Arte, riuscendo così a contraltare la disperazione della protagonista, la quale in quei bagliori si immergerà convincendosi di intravedere i segni di una vita nuova, una vita che sorge dalle ceneri del suo discutibile passato.
I 7 maestri del Metaformismo Action©
Il Ministro [2016]
• Genere: Commedia grottesca
• Regia: Giorgio Amato
• Cast: Gianmarco Tognazzi, Alessia Barela, Fortunato Cerlino, Edoardo Pesce
• Trama: Si tratta di una vicenda di corruzione, tema molto caro al regista Amato, che racconta di Franco Lucci, un imprenditore sull’orlo della bancarotta, e dei suoi tentativi maldestri per riemergere dal fallimento. Crede, infatti, di potersi risarcire grazie alla generosità di un facoltoso e influente ministro. Lo invita dunque a cena e studia di preparargli persino una bella sorpresa sessuale a fine serata. Ma le cose non andranno nel verso voluto, prendendo invece una piega drammatica che si concluderà con la morte dello stesso in un letto della villa ospitante.
• Ruolo del Metaformismo©: Le opere pittoriche del Metaformismo© - non ancora Action - visibili nelle varie stanze della lussuosa villa in cui si raccontano le tensioni dei protagonisti per rilevanti questioni di soldi, hanno la funzione di mettere in risalto l’unica cosa bella e positiva di tutta la vicenda: l’attività artistica di Rita, interpretata da Alessia Barela, moglie dell’imprenditore Franco Lucci, interpretato da Gianmarco Tognazzi, la quale dirige nel cuore di Roma una’elegante e rispettata Galleria d’Arte. Nel ruolo di gallerista ma anche di scopritrice di talenti, Rita si vanterà in un dialogo con il Ministro, interpretato da Fortunato Cerlino, di avere conosciuto il Metaformismo©, da lei definito «un nuovo Astrattismo», le cui bellissime opere ha avuto cura di esibire tra la galleria e la villa privata.
Election Day [2026]
































































FOTO DAL SET IN ALLESTIMENTO DEL FILM ELECTION DAY
Metaformismo Action©
Ponte tra Arti
La filosofia del Metaformismo Action© dimostra come l’estetica moderna possieda variabili tali da consentire qualunque, anche difficile, adattamento. L’iconica rispondenza tra Arte e Cinema ha molte esemplificazioni nel Novecento: si pensi alle numerose traduzioni filmiche dell’Impressionismo. Non è però così scontata la relazione con il mondo, pur estremamente variegato, della non-figurazione, essendo il Cinema per definizione una realtà dove agiscono personaggi e cose visivamente riconoscibili. È proprio qui che si gioca la partita, perché la ricerca di valori estetici all’interno di un sistema filosofico riesce ad abbattere gli argini dell’istintiva non comprensione e a diventare scenografia viva e strumento narrativo. La collaborazione tra Giulia Sillato e Giorgio Amato segna un nuovo capitolo nell’uso dell’arte non-figurativa come linguaggio universale.

